PAOLA

BOCCI

IN COMUNE

Vi porto

ancora

con me.

Milano è una città complessa ed articolata, che offre grandi opportunità, ma ha ancora nodi da sciogliere. Deve diventare città multicentrica, che investe pari risorse in tutti i suoi quartieri, puntando su cultura e scuola, mettendo i bambini, i giovani, le donne al centro delle scelte.

CULTURA

CULTURA MOTORE DI SVILUPPO, DIFFUSA E SEMPRE PIÙ ACCESSIBILE

“Le attività culturali e creative sono leve indispensabili per uno sviluppo urbano armonico e sostenibile di tutta la città e per la crescita della cittadinanza.”

La cultura contribuisce alla qualità della vita della comunità, è strumento strategico per uno sviluppo integrato del territorio, motore di crescita economica, occasione per tutti i cittadini di democrazia, cittadinanza, integrazione. Le istituzioni, imprese culturali, le associazioni, i luoghi dove si fruisce e si produce cultura vanno sostenuti, incoraggiati e facilitati nella loro attività.
Tenendo insieme la tutela e il supporto alle istituzioni culturali di eccellenza (teatri, musei, spazi espositivi, università) concentrate nel centro storico, e le presenze di cultura diffusa e di produzione creativa e culturale, che costituiscono un formidabile strumento di integrazione e coesione sociale della comunità nei territori.
L’esperienza culturale deve essere accessibile ad un pubblico il più ampio possibile.
I luoghi dove si esprime la cultura di prossimità (biblioteche, teatri, centri culturali), devono diventare sempre più presenza qualificante in tutti i quartieri, centri dove si consolida l’appartenenza alla comunità, creando connessioni strette tra luoghi, politiche culturali, persone, che producono cultura o che la fruiscono.

Investire nei luoghi della cultura

– Valorizzazione e potenziamento delle biblioteche rionali pubbliche, luoghi di promozione della cultura, di welfare e di aggregazione sociale;
– Individuazione di spazi per biblioteche di condominio nei quartieri di edilizia popolare, gestiti dai condomini insieme ad associazioni del territorio.
– Concessione di spazi pubblici per servizi e attività culturali, ad associazioni e gruppi informali: spazi aperti da gestire anche in condivisione e coworking;
– Promozione dell’arte muraria urbana come arte pubblica coinvolgendo scuole e comunità dei quartieri;
– Valorizzazione di teatri e cinema come spazi di comunità, sostegno all’innovazione delle sale e alla promozione presso nuovi pubblici.
Allargare l’accesso alla cultura

– Incentivi e strumenti per rendere accessibile l’esperienza culturale per chi è in condizioni di fragilità fisica, economica, per livello di formazione, lingua e linguaggi (App guide, traduzioni in lingue, divulgazione di base);
– Promozione della lettura nei ragazzi con attenzione alle diverse abilità;
– Iniziative mirate a conquistare nuovi pubblici generalmente non partecipanti, in particolare adolescenti e giovani attraverso laboratori imparare facendo nelle scuole in collaborazione con la Fondazione Scuole Civiche, e con riduzioni del costo del biglietto per teatri, cinema, mostre, concerti.
– Formazione costante del personale civico che si occupa di cultura; valorizzazione dei custodi museali.

Integrare servizi e creare reti

– Sostegno e promozione di interazioni tra tutte i componenti della filiera culturale: dalla formazione, alla produzione alla distribuzione (tirocini, borse di studio);
– Incoraggiamento alla formazioni di reti culturali;
– Servizi di consulenza in collaborazione con ordini e Fondazioni per la costituzione in forma giuridica e l’accesso ai finanziamenti pubblici e privati a imprese a e associazioni culturali;
– Semplificazione della procedure per promuovere attività culturali e di spettacolo (Siae).

SCUOLA E FORMAZIONE

SCUOLE SICURE, APERTE AL TERRITORIO,FORMAZIONE PER TUTTE LE ETÀ

“La scuola è di tutti, bene comune e risorsa collettiva  per costruire comunità, sperimentare e  e stimolare cittadinanza attiva. Per questo deve diventare uno spazio qualificato  di formazione e istruzione oltre l’orario didattico, per bambini e ragazzi, ma anche  per il territorio, diventando un punto di riferimento centrale e riconosciuto per il quartiere, aperto a iniziative sociali e culturali e di educazione civica permanente.”

Garantire la qualità degli edifici

Manutenzione straordinaria e messa in sicurezza degli edifici;  puntuale e costante manutenzione ordinaria; autonomia delle scuole per piccoli interventi.

 Aprire le scuole fuori orario

Più scuole aperte fino a sera tutti i giorni anche in periodi di festa, per attività per gli studenti e per la comunità di tutto il territorio.

 Diffondere le scuole 0-6 anni

Asili nido in tutti i quartieri; rette gradualmente  proporzionate al reddito; formazione costante del personale educativo.

Formazione continua

Contrasto alla dispersione scolastica, progetti di alternanza scuola-lavoro, formazione per adulti e nuovi cittadini.

Questi obiettivi devono essere perseguiti attraverso Patti territoriali tra scuole, Zone e associazioni e tramite protocolli di intesa tra Stato, Comune e altre istituzioni locali, anche al fine di attivare:

  • supporto alla formazione di insegnanti e studenti in campo artistico,  attraverso le competenze delle Scuole Civiche e dell’Accademia di Brera, per formazione all’immagine e al teatro;
  • consolidamento del sostegno alla disabilità nella scuola attraverso il rapporto con i servizi e le reti assistenziali territoriali;
  • ricorso a piattaforme di crowfunding con il supporto dell’Amministrazione e la definizione di procedure ‘leggere’ per ottenere sponsorizzazioni, ridistribuite sul territorio;
  • diffusione  degli orti scolastici, anche con il coinvolgimento delle competenze e delle esperienze di chi non lavora più, e incentivare il rapporto tra bambini e natura nel fuori  scuola .

BAMBINI

BAMBINI e ADOLESCENTI AL CENTRO DELLE SCELTE

“Ogni bambino e adolescente, non uno di meno, deve avere occasioni di vedere soddisfatti i suoi diritti: alla socializzazione e alla conoscenza, al gioco e all’autonomia, a muoversi e comunicare come sa fare, a condividere compiti e a essere solidale.”

Milano è stata riconosciuta recentemente come città amica dei bambini dall’UNICEF, un bel risultato, ma non dobbiamo fermarci qui.

Per i più piccoli i servizi educativi sono cresciuti in quantità conservando la qualità, restituendo cioè un equilibrio tra diritti, centralità dei bambini e domanda ‘sociale’, con il supporto necessario alle politiche di conciliazione lavoro-famiglia delle mamme.

Per gli adolescenti è in diminuzione la dispersione scolastica, ma sono purtroppo in aumento i reati di microcriminalità nelle fasce di popolazione più fragile e soggetta al disagio.

Educare fin dall’infanzia

  • Aumentare la spesa corrente in educazione per l’infanzia (investimento a lungo termine sui bambini, sull’occupazione in genere, sulle donne), comprendendo percorsi di aggiornamento e formazione degli insegnanti.

Valorizzare il gioco e la socialità

  • Accesso all’attività sportiva, dentro e fuori dalla scuola.
  • Parchi a misura di tutti i bambini fuori e dentro le scuole.

Superare le disuguaglianze

  • Sostegno alle famiglie monogenitoriali.
  • Progetti per i minori stranieri non accompagnati.
  • Scuole aperte il pomeriggio per progetti di interazione tra pari per minori con disabilità, attraverso il teatro, l’arte e lo sport.
  • Promozione della lettura e dello sport nel rispetto delle diverse abilità.
  • Orientamento allo studio e sostegno allo studio con progetti in collaborazione con studenti delle scuole superiori.

Tutelare e prevenire

  • Sportelli per la prevenzione degli abusi e delle violenze domestiche sui minori.
  • sensibilizzare gli adulti ai temi della sicurezza sul web (cyberbullismo, tutela della Privacy, adescamento).
  • Percorsi di integrazione sociale e scolastica per i ragazzi di origine straniera che arrivano in corso anno, o oltre il primo anno di scuola dell’obbligo.
  • Educare alla mobilità sostenibile, prevedere ZTL nei pressi di tutte le scuole e segnaletica a terra.
  • Educazione alle pari opportunità e al rispetto tra i generi in tutti gli ordini di scuole.
  • Educazione all’affettività e alla sessualità.
  • Progetti di contrasto alla violenza e al gioco d’azzardo giovanile.

DONNE

DONNE: PROTAGONISTE A TUTTE LE ETÀ

“Le donne sono una grande risorsa con la loro capacità di cambiare sé stesse e di cambiare in meglio la città che  abitano.  Ma non possiamo più parlare genericamente di donne, dobbiamo imparare a considerarle nelle loro variegate differenze culturali, sociali e generazionali”. 

 

Ci sono donne che  vivono a Milano dalla nascita, molte sono arrivate qui  per studiare e lavorare raggiungendo un livello di formazione professionale  oggi   più alto di dieci anni fa.

Nonostante l’attuale crisi, l’occupazione femminile è progressivamente cresciuta e il numero di donne che lavorano è superiore a quello di dieci anni fa, ma in questa fase le più giovani faticano a trovare un’occupazione mentre le non più giovani escono dal lavoro più avanti negli anni.

L’organizzazione delle famiglie è cambiata: ci sono donne che vivono in casa con i figli  e donne che hanno i figli lontani, donne ancora figlie o che hanno genitori anziani da accudire, donne che vivono con compagni o compagne relazioni serene, altre volte rapporti difficili, talvolta violenti. Molte vivono sole, per scelta o perché hanno perso chi condivideva la loro quotidianità.

Ci sono donne migranti, cittadine sempre più numerose venute a Milano per lavorare anticipando i mariti e il resto della famiglia. Anche loro lavorano di più, perché in una grande città l’età media aumenta portando con sé una minore capacità di autonomia, e ci sarà sempre più bisogno di servizi di cura alla persona.

Per tutte, la città deve trovare risposte a bisogni e desideri: per le bambine, le ragazze e le giovani donne, per quelle nella piena maturità, per chi sta attraversando soglie della vita e non vuole rinunciare a una pienezza e a obbiettivi ancora da realizzare, per le più anziane e fragili. Tenendo insieme il (tempo del) lavoro (o studio) con il tempo degli affetti e per la propria persona.

A Milano abbiamo iniziato a fare politiche che rispettano e includono le differenze, nel campo del lavoro e della conciliazione (lavoro agile, buon numero di servizi all’infanzia), della salute (prevenzione), dei servizi alla persona (badanti e strutture assistite), della  democrazia paritaria (50% di donne in Giunta, quote femminili nelle società partecipate), della lotta agli stereotipi, ma dobbiamo tenere ancora più alta l’attenzione sulle pari opportunità.  La disparità di genere esiste ancora e ha conseguenze sulla comunità intera, soprattutto in una grande città.

Serve una strategia di politiche pubbliche meno frammentaria e più di sistema,  capace di introdurre la prospettiva di genere nella pianificazione della vita urbana in modo trasversale, attraverso strumenti in grado di

–   analizzare e interpretare l’incidenza delle scelte amministrative sulla vita delle donne;

–    allocare le risorse in modo adeguato alle politiche di genere (bilancio di genere);

–     garantire l’attuazione delle strategie di uguaglianza attraverso una struttura amministrativa che introduca lo  sguardo di genere nelle politiche urbane, coordinata da una figura dirigenziale  con il compito di svolgere azioni di raccordo  organizzativo e procedurale con tutti i settori  e con i futuri municipi.

Questi strumenti saranno finalizzati a definire azioni concrete, capaci di incidere positivamente sulla vita delle donne,  anche in direzione di una pianificazione trasversale della vita urbana e di un cambiamento  nell’organizzazione dei servizi perché la cura di piccoli,  anziani e disabili non debba gravare solo sulle loro spalle:

–    potenziamento degli asili nido e incentivi per servizi  dell’infanzia;

–    diffusione dei servizi condivisi per l’assistenza degli anziani e dei bambini;

–     aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano;

–     sostegno alle nuove  povertà di genere;

–     qualificazione dei servizi pubblici e dei mezzi di trasporto collettivi con una rimodulazione degli orari  che aiuti a conciliare lavoro e maternità;

–     servizi di informazione ed educazione per le più giovani  su affettività e sessualità; supporto alla rete di sportelli di ascolto territoriali per sostenere le donne nella gestione delle situazioni di emergenza familiare;

–     potenziamento dei consultori e dei centri medici di prevenzione sanitaria  in collaborazione con Regione Lombardia;

–      sostegno ai centri anti-violenza e rafforzamento in tutti i quartieri della rete che supporta le donne vittime di abusi e violenze;

–     intensificazione del  dialogo tra le forze dell’ordine, il personale dei servizi sociali e sanitari di prossimità, e il terzo settore per costruire una cintura di protezione dedicata;

–     interventi formativi fin dalla scuola di infanzia per il superamento degli stereotipi di genere; campagne di informazione ed educazione al rispetto e contro la violenza nelle scuole e sul territorio.

GIOVANI

GIOVANI INTERLOCUTORI ATTIVI DELLE POLITICHE URBANE

“Giovani incentivati nello studio, nel lavoro e nelle pratiche del tempo libero, valorizzando il tempo della loro formazione, favorendo il loro protagonismo culturale con iniziative in orari extra-scolastici e con la qualificazione dei luoghi di svago.”

La città appartiene anche a chi è nato negli ultimi anni del millennio scorso e guarda a questo nuovo secolo. Quindi deve essere facile da vivere e capace di risposte anche per le nuove generazioni che si aspettano per la prima volta di avere una condizione di benessere probabilmente inferiore a quella dei loro genitori.
Giovani pronti a partire per studiare e trovare lavoro, ma anche giovani che arrivano e restano a Milano mossi dagli stessi motivi. Giovani che vivono l’incertezza del tenere un lavoro e vorrebbero risposte strutturate e articolate. Dobbiamo supportarli  nella scelta degli studi e formarli al lavoro,  valorizzarli nell’espressione dei loro talenti e sostenerli nelle situazioni di disagio. E interrogarci, parlare con loro per capirne e interpretarne non solo i bisogni ma anche i desideri.

Milano potrà essere più attrattiva se saprà valorizzarli come risorsa stimolando il dialogo con loro e tra loro, promuoverne la partecipazione alla vita politica, economica, sociale e culturale   con progetti e proposte che coinvolgano i più giovani, cittadini di oggi e di domani, per farli sentire compiutamente parte attiva della comunità. Che favoriscano  la loro autonomia, rendendoli protagonisti nelle pratiche del tempo libero con iniziative in orari extra-scolastici e con la qualificazione dei luoghi di svago, dando visibilità all’espressione dei loro talenti.

Gli obiettivi da realizzare nei prossimi anni devono andare in direzione di

–  incentivare le opportunità di formazione, facendo conoscere, coordinando le iniziative e i servizi formativi e potenziando  la formazione multiculturale;

–  progetti specifici per i NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono inseriti né in un percorso scolastico e/o formativo né in un’attività lavorativa);

–  promuovere l’occupabilità dei giovani  favorendo gli scambi scolastici internazionali e l’istituzione di stage e tirocini, anche all’interno del Comune di Milano,  di borse di studio, della leva civica, del volontariato sociale sul territorio;

–  incentivare il coworking con la destinazione di spazi pubblici inutilizzati;

–  creare occasioni per trasmettere il sapere e l’esperienza artigiana tra generazioni;

–  censire spazi disponibili allo svolgimento di attività di aggregazione giovanile;

–  rendere accessibili i servizi e le attività creative, musicali e sportive e agevolare l’accesso  alle produzioni culturali  rendendo disponibili spazi per attività di aggregazione giovanile;

–  avviare progetti di  attività extra-didattiche e di alternanza scuola-lavoro che coinvolgano giovani residenti e studenti fuori sede, attraverso convenzioni con le Università e le Accademie, le scuole superiori, le Fondazioni, le Partecipate, in collaborazione con l’Amministrazione e le associazioni attive sul territorio metropolitano;

–  sostenere  e favorire l’associazionismo  e l’imprenditorialità giovanile con sportelli di consulenza per procedure e avviamento, e dedicare fondi di sostegno ai progetti in ambito culturale e sociale.

Web design:  twig